INTERVENTO DEL CARD. JAMES F. STAFFORD
ALLA CONSEGNA DELLO STATUTO DEL 
CAMMINO NEOCATECUMENALE

Pontificio Consiglio per i Laici - Aula Magna
Roma - 28 Giugno 2002

 

Bene. Grazie. Ricordo bene la prima volta che ho avuto l’opportunità di avere un incontro con i membri delle comunità neocatecumenali. Era il 1990, qui a Roma, durante il Sinodo dei Vescovi: in quel tempo pensavo che questa è una novità del Concilio, che è un nuovo fenomeno nella Chiesa, una grande benedizione per la Chiesa. E adesso siamo a questo punto incredibile, questa grande benedizione è una grazia per me e anche per tutti voi. Deo gratias!

Cari amici, a nome del Pontificio Consiglio per i Laici, prima di tutto desidero rivolgere un saluto all’Equipe responsabile internazionale del Cammino neocatecumenale, Kiko, Carmen e Mario. Cordialmente, sinceramente, con il cuore, tutti voi convenuti a questo atto siate i benvenuti. Certamente tutti voi ricorderete con gioia l’indimenticabile udienza concessavi dal Santo Padre il 24 gennaio 1997 dopo il raduno del monte Sinai a motivo della commemorazione dei 30 anni di vita del Cammino. In quell’occasione, come abbiamo già sentito, Papa Giovanni Paolo II ebbe a dire che la stesura dello statuto del Cammino è "un passo molto importante che apre la strada verso il suo formale riconoscimento giuridico da parte della Chiesa dando a voi un’ulteriore garanzia dell’autenticità del vostro carisma" mentre incoraggiava a portare avanti questo lavoro sotto la guida del Pontificio Consiglio per i Laici. Un’ulteriore conferma di tale auspicio si riscontrò poi nella Lettera autografa del Sommo Pontefice a me indirizzata in data 5 aprile 2001, nella quale ribadiva la competenza di questo Dicastero per portare a compimento l’approvazione dello statuto del Cammino neocatecumenale, affidandoci nel contempo l’incarico di accompagnarvi nel futuro.

La consegna del Decreto di approvazione del vostro Statuto, se costituisce un momento molto significativo per voi lo è anche per questo Dicastero e anche per la Chiesa universale. Il Pontificio Consiglio per i Laici è lieto di aver collaborato con l’Equipe responsabile internazionale alla stesura di un quadro normativo, basico, che possa guidare in futuro l’agire del Cammino neocatecumenale nella Chiesa. Dobbiamo innanzitutto ringraziare il Signore tre volte Santo, da cui procedono tutti i beni, perché ha guidato sempre i lavori intrapresi 5 anni or sono e ci ha permesso di concludere nel modo migliore questa impegnativa rotta. Nella prima lettura che abbiamo appena ascoltato, l’Apostolo Paolo si rivolge agli abitanti di Corinto per esporre il fatto storico della resurrezione di Gesù, una delle verità fondamentali della nostra fede e al contempo prova decisiva della sua divinità. La resurrezione di Gesù e le successive apparizioni a Pietro, agli apostoli e alle altre persone, hanno un’importanza trascendentale: infatti in tal modo tutti costoro diventarono i primi testimoni della resurrezione di Gesù essendo questo annuncio – come possiamo constatare nei discorsi di S. Pietro, di S. Paolo contenuti negli Atti degli Apostoli – il cardine della catechesi apostolica. Inoltre bisogna anche notare come l’abbassamento di S. Paolo, che si ritiene come un aborto, rende possibile l’azione della grazia di Dio. Anche noi cristiani, mossi dal luminoso esempio che ci hanno lasciato gli Apostoli e tanti discepoli di Gesù lungo la storia del cristianesimo, dobbiamo essere fedeli testimoni di Cristo in tutte le strade di questo mondo che ha continuo bisogno del Suo messaggio.

Nella lettera apostolica Novo millennio ineunte il Santo Padre scrive: "Ho tante volte ripetuto in questi anni l’appello per la nuova evangelizzazione. Lo ribadisco ora soprattutto per indicare che occorre riaccendere in noi lo slancio delle origini lasciandoci pervadere dall’ardore della predicazione apostolica seguito alla Pentecoste. Dobbiamo rivivere in noi il sentimento infuocato di Paolo il quale esclamava: Guai a me se non predicassi il Vangelo". In piena sintonia con quanto afferma il Santo Padre, so bene quanto vi stia a cuore l’espressione "nuova evangelizzazione". In quanto fedeli laici la Chiesa conta molto su di voi per portare avanti questo obiettivo per le loro parrocchie – questo è importante – evangelizzare il mondo come fecero i primi cristiani, consci della grande responsabilità che rappresentava diventare discepoli di Cristo con la recezione del sacramento del Battesimo. Ai nostri giorni questo non è soltanto un bell’ideale ma un compito tangibile che Dio affida a tutti i battezzati e a tutte le parrocchie. In questo senso un aiuto rilevante per la nuova evangelizzazione è rappresentato dalla riscoperta delle ricchezze dell’iniziazione cristiana che tramite l’itinerario del neocatecumenato viene proposto ai cristiani, alcuni dei quali vivono come se non fossero stati battezzati. E non soltanto alcuni, molti vivono così! Anche voi vi impegnate in una adeguata preparazione al Battesimo dei cristiani adulti. Si tratta di una grande necessità della Chiesa per il mondo dei nostri tempi.

Abbiamo anche ascoltato il Vangelo della messa di domani, solennità del santi apostoli Pietro e Paolo. Gesù promette a Pietro il primato della Chiesa, dopo la professione di fede dell’apostolo nei pressi di Cesarea di Filippo. E’ molto significativo che, come riferisce S: Giovanni, il primato venga conferito a Pietro dopo la resurrezione di Gesù. Questo ci insegna che la Chiesa è fondata sulla roccia che è Pietro, roccia salda che è Pietro. E nei suoi successori rimarrà sicura fino alla fine dei tempi.

Domenica prossima avrò la gioia di rivolgermi a tutti i catechisti radunati a Porto S. Giorgio a motivo di questo evento così significativo del Cammino neocatecumenale. Adesso desidero soltanto dirvi che nel pieno rispetto della vostra identità ecclesiale e dei vostri modi apostolici propri è necessario che lavoriate sempre in piena sintonia con il Vicario di Cristo come pure con i singoli Vescovi diocesani in qualità di Pastori delle Chiese locali. Questa è la garanzia dell’autenticità del vostro impegno al servizio della Chiesa universale. Sto pensando all’esempio di S. Francesco d’Assisi, al suo rapporto con i Vescovi, con i Papi della Chiesa nel suo tempo. Oggi inizia una nuova tappa nella storia del Cammino neocatecumenale, in cui i vostri rapporti con la Sede di Pietro si fanno più stretti. Gli statuti che reggeranno la vita del Cammino sono approvati per un periodo iniziale ad experimentum di 5 anni. Trascorso questo periodo, con l’esperienza acquisita, ricorrerete al Dicastero per una ulteriore conferma. L’atto di oggi non è un punto di arrivo bensì un punto di partenza per il Cammino, da questa che è la vostra casa. Il prossimo passo da fare, sapete bene, è l’approvazione del Direttorio catechetico. In questo processo il Pontificio Consiglio per i Laici vi sarà vicino impegnandosi ad accompagnarvi con sollecitudine. Sono sicuro che non vi mancherà mai l’intercessione della Madonna, Maria piccola Maria – è bellissimo questo "Piccola Maria" - come avete cantato all’inizio, nel generoso servizio che prestate alla Chiesa. Che Dio vi benedica sempre con frutti di santità e di evangelizzazione.

Ancora la benedizione e un canto.

"Il Signore sia con voi. Dio misericordioso, che per mezzo del Suo Figlio nato dalla Vergine vi ricolmi della sua benedizione.

Dio vi protegga sempre per intercessione di Maria Vergine e Madre che ha dato al mondo l’Autore della vita. E la benedizione di Dio onnipotente Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre.

Mons. Stafford: Sono molto grato della presenza a questo evento storico di due grandi amici del Cammino dall’America. Tutti e due sono amici da molti anni, specialmente l’Arcivescovo Chapu, mio successore a Denver, e anche l’Arcivescovo Mayer di New York.