Porto S. Giorgio - Convivenza internazionale per l'approvazione dello Statuto - Eucarestia presieduta da S.E. il Cardinale Stanisław Ryłko


Il 15 giugno 2009 il Cardinale Stanisław Ryłko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici, è intervenuto alla convivenza internazionale del Cammino Neocatecumenale a Porto S. Giorgio, indetta in occasione dell'approvazione definitiva dello Statuto del Cammino Neocatecumenale, e ha presieduto l'Eucarestia.

 

Rylko

Riportiamo di seguito il testo dell' Omelia pronunciata dal Cardinale durante la liturgia.

'Questa Eucarestia che stiamo celebrando ha un carattere tutto particolare. Praticamente voi siete venuti qua a Porto S. Giorgio per questa Eucarestia. Questa Eucarestia costituisce veramente una pietra miliare del Cammino, perché siete venuti qua per rendere grazie al Signore, tutti insieme, insieme con Kiko, Carmen, P. Mario, rendere grazie al Signore per tutte le meraviglie che Egli ha fatto con voi e con tanti tanti altri come voi, e che sta facendo ora. Veramente il Signore è grande.

Abbiamo cantato nel salmo responsoriale: Buono è il Signore, il suo amore è per sempre, la sua fedeltà di generazione in generazione. Ricordiamo tutte le meraviglie che il Signore ha compiuto nei riguardi del Cammino a partire da Palomeras Altas attraverso il Borghetto Latino di Roma, fino al giorno 13 giugno di quest’anno, quando la Chiesa ha dato in maniera ufficiale il suo sì al Cammino. Sì, c’erano vari sì prima, molto autorevoli, da parte dei Vescovi, da parte di Papa Paolo VI, da parte di Papa Giovanni Paolo II, anche del Papa attuale Benedetto XVI; ma questo atto del 13 giugno ha una importanza particolare perché costituisce un sigillo visibile che la Chiesa dà la sua garanzia che il Cammino è uno strumento importante al servizio della missione della Chiesa. C’è di che ringraziare il Signore, c’è di che ringraziare il Signore. Ma voi lo sapete che ogni dono, nella storia della salvezza, comporta sempre da chi lo riceve un compito, diventa una sfida. Il Signore è stato fedele con voi. Adesso aspetta la vostra risposta, risposta di fedeltà e di amore.

Nel suo indimenticabile discorso alle nuove comunità in Piazza S. Pietro del 1998, il Servo di Dio Giovanni Paolo II ha detto a tutte queste nuove realtà ecclesiali: “Oggi davanti a voi si apre una tappa nuova, la tappa della maturità ecclesiale”. E continuava: “Questo non significa che tutti i problemi siano stati risolti, è piuttosto una sfida, una via da seguire. La Chiesa aspetta da voi i frutti maturi della comunione e dell’impegno missionario. ”. Queste stesse parole, sono sicuro, il Papa Giovanni Paolo II avrebbe detto a voi oggi: Inizia nella vita del Cammino una tappa nuova, quella della maturità ecclesiale. Questo non significa che tutti i problemi spariranno, sono spariti, no: è una sfida per voi. La Chiesa si aspetta da voi, cioè da tutto il Cammino, frutti maturi di comunione e di impegno evangelizzatore. Cari fratelli e sorelle, è un giorno grande questo di oggi, un giorno importante nella storia del Cammino, che ci invita anche a fare memoria della storia che avete vissuto voi, perché tutti voi qui presenti siete testimoni particolari, non solo della geografia missionaria del Cammino. Fa impressione, come ho potuto sentire ieri, sentir parlare Kiko: passa, salta da un continente all’altro, da diocesi a diocesi. E’ una cosa meravigliosa come questa realtà, questo carisma nato più di 40 anni fa in Spagna come si è diffuso, come è esploso nella Chiesa. E’ bellissimo. Oggi è il momento per ripercorrere nella memoria la storia del Cammino, e voi siete particolari testimoni di questa storia. Ci sono tra di voi persone che hanno assistito Carmen e Kiko fino dall’inizio. Ci sono tra di voi persone che li hanno assistiti quando il Cammino è arrivato a Roma. Come è importante far spesso questa memoria grata, memoria della storia del Cammino in cui queste meraviglie dell’amore di Dio si sono manifestate!

Memoria: ho avuto occasione, una settimana fa, di essere con Kiko e con alcuni dei fratelli a Fuentes. Abbiamo celebrato l’Eucarestia accanto a una chiesa abbandonata, un luogo che per gli abitanti di questo luogo vicino Segovia non significa quasi niente. Ma per il Cammino, per la sua storia, è importante: perché è proprio lì, a Fuentes, in questa chiesa abbandonata, che negli anni ’60 Kiko e Carmen con i primi hanno per la prima volta celebrato la Veglia Pasquale. Guardate come il Signore si serve delle varie circostanze, dei vari luoghi, per comunicare alle persone il Suo disegno. Il carisma del Cammino è stato tutto completo fino dall’inizio, però ci voleva tempo: il Signore stesso sceglieva i modi, i tempi per comunicare tutta la ricchezza pedagogica, ricchezza di fede che questo carisma portava. E state sicuri che il Signore non ha detto ancora l’ultima parola. Dovete essere preparati ancora a tante meraviglie che il Signore ha preparato per voi, e questo richiede l’atteggiamento di umiltà, richiede un atteggiamento di attento ascolto del Signore. Per questo avete fatto bene ad iniziare questa Eucarestia con un canto rivolto alla Madonna. Lei è la Maestra dell’umiltà, Lei è la Maestra dell’ascolto attento della voce dello Spirito.

Cari fratelli e sorelle, questo Decreto di approvazione degli Statuti non è una meta. Qualcuno potrebbe pensare: “Ah, adesso siamo stati approvati in maniera definitiva, allora è un tempo per rallentare un po’ il Cammino, magari di riposare”. Il Vangelo che abbiamo ascoltato è una Parola come una sveglia, ci mette di fronte all’emergenza evangelizzatrice dei nostri tempi. Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Quando guardiamo il mondo di oggi abbiamo la stessa sensazione. Il mondo che ci circonda è come un gregge di pecore stanche e sfinite, smarrite, non sanno perché, non sanno dove. La messe è gigantesca, la messe è grande ma gli operai sono pochi, dice il Signore. Ecco, questa Eucarestia che oggi stiamo celebrando è un grande invito per tutti voi ad entrare con il cuore dentro questa compassione del Signore nei confronti del mondo di oggi per portare l’annuncio di salvezza con ancora più grande impegno, con ancora più grande coraggio!

Cari fratelli e sorelle, questa Eucarestia che stiamo celebrando è l’Eucarestia di un nuovo invio missionario del Cammino da parte della Chiesa, è la Chiesa che vi manda nel mondo e questo lo dovete ricordare sempre. Non siete mai soli, è la Chiesa che sta con voi, che vi garantisce tutto il suo sostegno, la sua forza. Siete strumenti nelle mani di Cristo e al servizio della missione della Chiesa. Quindi l’Eucarestia dell’invio missionario, l’Eucarestia di una nuova chiamata missionaria. Nel Vangelo abbiamo sentito come Gesù chiama a sé i Dodici. Li chiama per nome, ognuno fissa con il Suo sguardo. Durante questa Eucarestia ciascuno di voi deve sentire lo sguardo del Signore posato su di lui. E’ Cristo che mi sceglie, che mi guarda, che mi manda.'

 

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